I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito.
(Marguerite Yourcenar)

onlus

Matteo l’anno di pubblicazione del libro

Prosegue il mio racconto attraverso i libri su cui ho lavorato.
Dopo aver progettato e autoprodotto i miei primi due libri illustrati ho girato per le Fiere di settore, per cercare un editore che pubblicasse il mio lavoro.
Ricordo benissimo la fiera Libri più Liberi, a Roma, dove riuscii a mostrare il mio lavoro alla casa editrice Il Castoro, e ricordo i complimenti per i disegni di Confine, li ricordo perché sono stati il ponte per il mio primo contratto editoriale.
Non mi è stato affidato un albo illustrato ma le tavole interne di un romanzo per ragazzi, La banda dei Gelsomini, per me fu un emozione enorme.

In realtà proposte per realizzare libri da editori ne ho ricevute molte, e presto ho compreso come girava il mondo dell’editoria in Italia.
Premetto che non è una regola quella che scrivo, è frutto della mia esperienza, parlando con altri colleghi illustratori ho visto che le esperienze si somigliavano.
Allo stesso modo non è sempre così.

Così come” ti chiederai?

Matteo oggi 🙂

Spesso i contratti non prevedono un compenso a lavoro terminato ma a copie vendute.
E’ un po’ come se andassi dal panettiere e gli dicessi “prendo il pane, lo pagherò se mi piace”.
Qualcosa non torna vero?

Io non potevo permettermi di lavorare gratis, semplicemente non è un lavoro se è gratis! 
Scossa da questa amara realtà ho messo da parte il mio sogno di realizzare libri e mi sono dedicata ai clienti privati.

Il libro di cui vi parlo oggi è un progetto realizzato per un cliente privato, per la precisione il Comune di Taranto, l’Assessorato Pubblica Istruzione e Cultura.

bozzetto per il cliente 1 versione

bozzetto per il cliente 2 versione

disegno quasi terminato

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Il mio cliente, come racconto nel video, aveva le idee precise su alcuni fattori, mentre ha lasciato a me la decisione grafica su come sviluppare il progetto.
Avere un cliente, non è come avere un editor, ma è sempre qualcuno di esterno con cui confrontarsi.
Come puoi notare i miei bozzetti, nati dopo un confronto con il cliente, hanno subito altre modifiche, in base alle sue richieste.
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Questo progetto non posso definirlo un libro, come abbiamo scritto al suo interno, è un libro-manifesto.
Eppure questo è uno dei lavori di cui sono contenta.
Mi sono divertita nel farlo, sono contenta di aver suggerito l’idea di inserire titoli reali e mi piace com’è stato stampato dalla tipografia (cosa assolutamente non ovvia).
Ci sono tanti fattori per realizzare un libro fatto bene, basta che uno salti e il lavoro è compromesso.
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Cosa ne pensi? 
ti piace questo libro-manifesto?

Se hai domande o curiosità, scrivi tutto nei commenti.